Finocchio selvatico -(Foeniculum vulgaris)

Finocchio selvatico -(Foeniculum vulgaris)
  • Commerciante: Antonetti Stefano
  • Catalogo rivenditori nr.: vaso 14
Prodotto nr.: 25
Prezzo IVA esclusa: € 3,64
Prezzo (iva inclusa): € 4,00
Disponibilità: In deposito
Nr. oggetti in deposito: 93

CARATTERISTICHE  BOTANICHE

Pianta erbacea biennale o perenne appartenente alla famiglia delle Ombrellifere. Pianta rizomatosa, con fusto eretto, ramificato, alto fino a 150 cm. Le foglie filiformi sono di color verde. I fiori gialli riuniti in ampie ombrelle compaiono in Agosto. Del Finocchio si utilizzano i germogli, le foglie, i fiori e i frutti detti semi.

 

COLTIVAZIONE

Il Finocchio selvatico si adatta a qualsiasi terreno, però predilige terreni fertili e privi di ristagni idrici. Richiede frequenti ed abbondanti irrigazioni e preferisce un clima temperato, difatti soffre a temperature sotto lo zero.  

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

Le foglie vanno usate fresche. Tagliare le ombrelle quando i frutti sono quasi maturi e farle essiccare all'ombra. Batterle poi delicatamente per raccogliere i frutti (semi).

 

USO IN CUCINA

Le foglie fresche e i germogli vengono usati per insaporire minestre, piatti di pesce, insalate, paste, verdure, aceto, olio e formaggi. Nella "pasta con le sarde" le foglie del Finocchio selvatico sono uno degli ingredienti essenziali. Inoltre le foglie vanno ad insaporire marinate di carni in genere, dall'anonima fettina alla carne di grossa selvaggina come cervo, cinghiale e capriolo. I frutti (detti semi) aromatizzano pane, focacce, dolcetti, carni diverse alla griglia, castagne lesse e con l'aggiunta di rametti e foglie, i ripieni di lumache.

 

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE

I semi in infusione sono noti per essere diuretici, anti-infiammatori, emmenagogi, galattagogi, stimolanti e carminativi.

 

CURIOSITÀ

Il Finocchio è una tipica pianta mediterranea, che già i Greci apprezzavano, e che i Romani contribuirono a diffondere in tutta l'Europa continentale. Forse però non tutti sanno che Maratona, il nome della località della Grecia dove gli Ateniesi sconfissero i Persiani nel 490 a.C., significa appunto in greco "campo dei Finocchi". Questa pianta infatti nasceva spontanea nella vasta pianura assolata in riva al mar Egeo da dove partì il leggendario messaggero che compì di corsa i quaranta chilometri che lo separavano da Atene. I semi si diceva nell'antichità, che bevuti con il vino eccitavano i piaceri ridonando anche ai vecchi il vigore giovanile. Per Plinio il Finocchio selvatico era un rimedio alle malattie degli occhi, infatti, si dice che il serpente se ne ciba per schiarirsi la vista